Corteo Storico - Comitato Festeggiamenti Palio del Diotto - Scarperia (FI)

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Organico


Nel 1992 quando abbiamo iniziato a pensare ai costumi per il Corteo di Scarperia, siamo partiti dal presupposto che essendo una delle città nuove della Repubblica Fiorentina, gli usi ed i costumi fossero simili.

Quindi, pur cercando di differenziare un po’ i modelli e le alternanze dei colori col supporto di libri di storia dell’arte e del costume, abbiamo seguito la falsa riga di quello che è la struttura del Corteo Storico Fiorentino collocato storicamente nella prima metà del ‘500..

Ma analizziamo le figure del Corteo Storico di Scarperia in ordine di apparizione:

SERGENTI DEGLI OTTO DI GUARDIA E BALIA


Era una magistratura cittadina istituita nel 1375, composta da 2 Magistrati per Quartiere (quindi 4 quartieri…e si arriva appunto ai “Signori Otto”). I loro compiti erano di “guardia”, per tutelare l’ordine e la decenza con l’affissione di bandi (divieti), e di “balìa” cioè imprigionavano i trasgressori.

Noi abbiamo realizzato cinque costumi simili a quelli dei Sergenti, più per un discorso scenografico che non tanto storico.

Sono abiti in panno, composti da brache bianche a sboffo con strisce nei colori di blu e rosso, giacca blu, camicia bianca, calze e scarpe rosse, sono forniti di armatura che protegge il busto, le spalle e l’inizio delle cosce, di elmo con piume nei colori di blu, bianco e rosso, e di spada.

GONFALONE


Il Gonfalone del Vicariato di Scarperia si fregia dell’onore di avere il Giglio rosso su campo bianco identico a quello della Repubblica Fiorentina. Questo riconoscimento è stato dato agli scarperiesi in conseguenza alla valorosa resistenza all’assedio dei milanesi di Giovanni Visconti nella lontana estate del 1351.

Il Gonfalone è scortato da Valletti, solitamente in numero dispari di tre, con abiti in panno bianco bordato e rifinito in rosso; cappello e calze rosse, stivaletti e cintura in cuoio.

ALABARDIERI


Erano soldati a piedi, il nome deriva dall’arma che fa da corredo al loro costume, appunto l’alabarda, che deriva dalle parole tedesche Hall (asta) e Bard (scure), in quanto è una “scure” inserita al limite di un’asta.

Nel nostro Corteo vengono disposti a salvaguardia della sicurezza del Vicario e dei Notabili di Corte.

Il loro costume è in panno, nei colori di bianco e rosso, che sono i colori del Vicariato, con giacca e brache a sboffo rosse con gli intramezzi bianchi, camicia bianca, calze e scarpe rosse, corpetto in cuoio, elmo piumato nei colori del rosso, del blu e del giallo, oltre all’alabarda hanno un spada o uno spadino.

VICARIO


Scarperia antica ha visto succedersi al suo comando Capitani, Podestà e Vicari.

Città nuova per volere della Repubblica Fiorentina, ha sempre avuto la presenza di un rappresentante di Florentia che ne seguisse la costruzione e poi ne controllasse le vicende, iniziando da Matteo di Neri da Gubbio.

Il primo Vicario riportato in atti ufficiali fu Bernardo Bordoni, che in un documento del 17.01.1307 sentenzia giudizi in qualità di “generalis capitaneus castri Santi Barnabe de Mucello, pro comuni Florentie deputaus”, anche se fino all’11.04.1415, giorno in cui viene istituito il vicariato del Mugello con sede in Scarperia, la sua presenza è saltuaria.

Ma analizziamo la figura che sfila nel nostro Corteggio Storico, il Vicario! Di nomina della Repubblica Fiorentina, veniva insediato ogni 6 mesi, ed era rinominabile. Aveva compiti “amministrativi, giurisdizionali e legiferativi”. E prestava giuramento sulla pubblica Piazza prima dell’inizio dei giuochi di Gagliardia.

Il Vicariato di Scarperia comprendeva, oltre naturalmente alla Lega di Scarperia, le Leghe di: Tagliaferro (o podesteria di San Piero più la giurisdizione su quelle di Mangona o Barberino), Borgo San Lorenzo, Vicchio, Dicomano o Belforte, e quelle suburbane di Campi, Signa, Sesto, Carmignano, Fiesole e Calenzano.

L’abito in velluto riccamente adornato da passamaneria, “pietre preziose”, intarsi di stoffe pregiate ed “ori”, è lungo quasi fino alla caviglia. Nel nostro corteo sono due, uno color bordeaux e l’altro nero. Sopra l’abito hanno un ampio mantello anch’esso riccamente adornato e dello stesso colore dell’abito come il cappello a  modello con “coda” adagiata sulla spalla sinistra, la camicia è bianca, le calze scure, i sandali o rossi o neri, ha la cintura in cuoio, non ha la spada ed è impreziosito con collane ed anelli.

ARALDO


Era generalmente di origini nobili, era un alto ufficiale con compiti di banditore, di rappresentanza, maestro delle cerimonie delle corti, identificava anche i cavalieri invitati ai tornei.

Nel nostro Corteo informa il Vicario Entrante dei suoi possedimenti, oltre che a presiedere al suo giuramento.

E’ vestito con abito in velluto e mantello con cappuccio rossi, camicia e calze bianche, scarpe in cuoio rosse e spadino.

NOTAI


Figure molto importanti per il loro ruolo che svolgevano di supporto ai vari Vicari.

Nel nostro Corteo sono due, uno conduce il libro delle Leggi e l’altro le Pergamene che contengono le grida: per l’Araldo (dove passa in rassegna tutti i possedimenti del Vicariato), per il Vicario Entrante (per il giuramento alla nuova terra che dovrà gestire) e per il Vicario Uscente  col quale decreta l’inizio dei giuochi di gagliardia del Palio del dì 8 settembre.

I costumi sono molto sontuosi, in panno, dove sono alternate in uno le tonalità del marrone e nell’altro del verde, con abiti e mantello lunghi fino alla caviglia, cappello con “coda” adagiata sulla spalla sinistra, calze, cintura e stivaletto in cuoio.

MUSICI


In antichità era un ruolo importantissimo, in quanto i musici facevano da colonna sonora ad ogni avvenimento pubblico e privato, sia che fosse una festa, sia che fosse un incontro solenne, sia per incitare le truppe in battaglia trasmettendo gli ordini del capitano.

Il gruppo dei Musici è composto dal Mazziere, che dirige tutto il gruppo; da vari suonatori di Tamburo e da alcuni strumenti a fiato quali Chiarine e Ottavina;

I tipi di tamburi utilizzati sono i timpani di tre dimensioni per cui di tre tonalità diverse, ed i rullanti molto utilizzati per il ritmo al gruppo degli sbandieratori. I timpani sono bianchi con giglio rosso, i rullanti hanno una “gonnellina” a smerli bianca e rossa.

Mentre per gli strumenti a fiato le chiarine sono trombe lunghe senza pistoni, per cui la tonalità del suono è data dall’impostazione del labbro e quindi dalla bravura del musicista. Sono addobbate con un drappo bianco con giglio centrale rosso.

L’ottavina è tipo il flauto traverso, ma con i pistoni e da una tonalità di suono molto vibrante ed acuto.

Gli abiti dei musici sono tutti in velluto rosso, con intramezzi in colore oro, camicia e calze bianche, stivali e cintura in cuoio.

Cambiano un po’ nella forma, per esempio il Mazziere è l’unico che ha il cappello piumato; i Tamburini hanno le maniche in velluto metà rosso e metà oro; i suonatori degli strumenti a fiato hanno tutti maniche “a mantello”.

Sono la colonna sonora e danno il ritmo e i tempi ai Bandierai di Castel San Barnaba.

NOBILI


“Onorandi Messeri” inizia la grida del Diotto…. Ed infatti i Messeri che circondavano sul Palco il Vicario dovevano essere di alto rango.

Il più delle volte erano i Signori dei Castelli vicini, altri addirittura vivevano nel Palazzo dei Vicari ed erano stretti collaboratori del Vicario stesso.

Nel Corteggio Storico di Scarperia accompagnano le Madonne al Palco delle autorità, ricevono il saluto alla voce del Maestro di Campo ed assistono alla lettura delle Grida dell’Araldo e dei Vicari, e quindi al giuramento del Vicario Entrante.

Sono vestiti generalmente con abito in velluto, spesso con rifiniture in broccato, di varie forme, lunghezze e colori. Tutti gli abiti sono arricchiti con camicia bianca che esce con pieghette dal collo e dai polsini. Essendo abiti sono forniti di calze lunghe a collant. I cappelli sono dello stesso colore e tessuto degli abiti e tutti piumati. Le scarpe o gli stivali sono in cuoio marrone o nero.

Sono arricchiti da accessori quali cinture, porta oggetti, gioielli, pietre e catene.

In Corteo portano la spada.

MADONNE


“…et Leggiadre Madonne”….prosegue la grida letta la sera del Diotto. Il nome è derivato dalla contrazione di “mia donna” era il modo rispettoso di appellare le donne di elevato rango, nel Medioevo e nel Rinascimento.

Sono la parte più ammirata del Corteo Storico. Le fanciulle di Scarperia fanno a gara in bellezza di costumi, di acconciature e trucco, per essere le più ammirate durante le sfilate.

Gli abiti in velluto, broccato, sete e rasi di svariati colori, arricchiti di perline, pietre, nastri ed ori, dipingono ed ammorbidiscono il Corteggio dove prevale la forza e la prestanza fisica della moltitudine di uomini e valorosi giostranti.

I modelli sono simili, ma tutti diversi. Alcuni sono “avvitati” (tagliati alla vita), altri “all’imperiale” (portano la cucitura sotto seno) ed altri sono composti da due parti distinte (la gonna è staccata dal bustino).

Gli scolli a volte sono rotondi a volte quadrati e più o meno profondi.

Alcuni abiti sono in velluto, altri in broccato, altri ancora con un magistrale incastro tra i due tipi di stoffa.

Quasi tutti i costumi sono arricchiti col mantello che oltre ad un’aggiunta estetica non indifferente, protegge la Madonna nelle giornate più fresche. Anche per i mantelli ci sono svariati modelli, può essere corto al ginocchio o lungo quanto l’abito o con lo strascico; da quello semplice legato alle spalle; a quello a “cappotto” senza le maniche; a quello col cappuccio; a quello con la pelliccia al collo; ecc…

La maggior parte dei costumi ha la camicia che spunta maliziosa dallo scollo ed a volte anche dalle maniche, da varie altezze lasciate aperte con fessure di varie forme e rifiniture.

Le scarpe il più delle volte sono rivestite con la stessa stoffa dei vestiti.

Le acconciature sono un festoso giocare tra rasi, velluti, perle, pietre e boccoli, che circondano ed esaltano i volti finemente truccati.

Spesso ci sono accessori quali borse, guanti e ventagli.

MAESTRO DI CAMPO E GIUDICI


Attualmente sono gli “arbitri” del Palio del Diotto, ma in passato erano ufficiali di fanteria o di cavalleria.

Il Maestro di Campo era l’ufficiale comandante di un reggimento, gli attuali Giudici erano i suoi ufficiali.

Sono abiti interamente in velluto con intramezzi di raso, sono composti da brache a sboffo, giacca, fusciacca rossa, cappello piumato, camicia bianca, calze, stivali e portano la spada. Si differenziano solo nell’accostamento dei colori, il Maestro di Campo è nero/rosso, i Giudici verde/oro, blu/oro, marrone/oro e grigio/rosso.

CAPITANI DEI RIONI


Dopo vari rimaneggiamenti negli anni e dopo la riorganizzazione del Palio del Diotto da parte della Lega dei Rioni, dal 2001 i Rioni sono nove. Sono indicativamente rappresentativi delle realtà territoriali di Scarperia e delle maggiori frazioni.

I Capitani precedono il Rione (la squadra) e sono vestiti in abito intero in velluto a “gonna”, camicia, cappello piumato, calze, stivali e cintura, in due colori in cui vi è il colore del Rione e un colore di contrasto.

Il Capitano del Rione vincitore regge il Palio da aggiudicarsi la sera del Diotto.

Durante il Palio è responsabile dei sorteggi del proprio Rione, controlla che il gioco e gli arbitraggi siano corretti, rappresenta il Rione in tutto anche per dimostranze e/o proteste nei confronti del Maestro di Campo, dei Giudici e degli altri Rioni.

Ma analizziamo i colori dei costumi del Capitano di ogni Rione:

- Capitano dei Rossi di Castel San Barnaba (comprende il Centro Storico), il colore principale naturalmente è il rosso, il colore di contrasto è il grigio;

- Capitano dei Viola di San Gavino e Topo (rappresentano la zona ad est del paese), il colore principale naturalmente è il viola, il colore di contrasto è il nero;

- Capitano dei Blu dei Birilli e Crocioni (rappresentano la zona sud ovest del paese=, il colore principale naturalmente è il blu, il colore di contrasto è l’ocra scuro;

- Capitano dei Rosa di San Clemente (rappresentano la frazione di San Clemente), il colore principale naturalmente è il rosa, il colore di contrasto è il marrone;

- Capitano dei Celesti di Marcoiano (rappresentano la frazione di Marcoiano), il colore principale naturalmente è il celeste, il colore di contrasto è l’ocra chiaro;

- Capitano dei Neri di Ponzalla (rappresentano la frazione di Ponzalla), il colore principale naturalmente è il nero, il colore di contrasto è il giallo;

- Capitano dei Gialli di Rosine (rappresentano la zona a sud est della via di ingresso al paese), il colore principale naturalmente è il giallo, il colore di contrasto è il marrone;

- Capitano dei Bianchi di Fagna e Santa Croce (rappresentano la zona a sud ovest della via di ingresso al paese in località Fagna), il colore principale naturalmente è il bianco, il colore di contrasto è il nero;

- Capitano dei Verdi di Sant’Agata (rappresentano la frazione principale che è appunto Sant’Agata), il colore principale naturalmente è il verde, il colore di contrasto è il marrone.

PORTABANDIERA


Figura di contorno al Capitano dei Rioni finalisti del Palio del Diotto, e naturalmente porta la Bandiera del Rione.

L’abito è intero a “gonna” senza maniche, è di velluto marrone come il cappello che è piumato; la camicia ha il colore del Rione di appartenenza, così come le calze. Gli stivali/le scarpe e la cintura sono in cuoio.

RIONI


I Rioni oltre che dal Capitano e dal Portabandiera, sono formati da 6 giocatori che si esibiscono nelle discipline agresti, a dimostranza della forza e dell’abilità dei giovani scarperiesi, inserite nel Palio del Diotto, che sono: Lancio dei Coltelli, Corsa sui Mattoni, Tiro alla Fune, Corsa nelle Bigonce e Palo della Cuccagna.

Al Palio del Diotto partecipa di diritto il Rione vincitore del Palio dell’anno precedente, ed i tre Rioni che sono risultati migliori alle eliminatorie.

Molto vivo è lo spirito che lega i giocatori al Diotto, gli allenamenti iniziano anche mesi prima e il gioco ha assunto negli anni sempre più spettacolarità e professionalità.

I costumi dei giocatori sono semplici sia per lo spirito agreste, sia per la libertà nei movimenti che devono avere.

Sono composti da pantaloni sotto al ginocchio, marroni con strisce oblique sulle cosce del colore del Rione di appartenenza così come le camicie e le calze dei giocatori che, come in una squadra di calcio, consentono di individuare il Rione da lontano.

Le scarpe sono in stoffa marrone antiscivolo, al fine di cercare di garantire la massima sicurezza per il giocatore che si esibisce nelle discipline del Palio.

SBANDIERATORI


In antichità lo sbandieratore era una figura molto importante in battaglia in quanto gli Alfieri col movimento delle bandiere oltre ad essere segno di festa e di vittoria, segnalavano sia gli ordini che il pericolo alle truppe.

I Bandierai di Castel San Barnaba sono nati nel 1999 in seguito ad una scommessa col responsabile dei Bandierai degli Uffizi.

La bandiera ha i colori del Vicariato. Infatti il campo è bianco con giglio rosso in alto, in basso a destra vi è rappresentato il Castello, mentre vicino all’asta ci sono una serie di fiamme di lunghezza a crescere, che danno continuità al movimento durante le esibizioni.

I corsetti (corti alla coscia) sono in velluto rosso con rifiniture color oro, la camicia è bianca, le calze sono di due colori bianco e rosso, gli stivali e la cintura in cuoio.

Oltre ad esibirsi nelle manifestazioni principali del Comune di Scarperia, sono spesso contattati per altre manifestazioni ed esibizioni, anche all’estero.

GUARDIE DI PALAZZO


Primo baluardo di difesa del Palazzo dei Vicari, vivevano all’interno del Palazzo ed organizzavano i turni di guardia e di avvistamento dall’alta Torre. In caso di necessità dovevano fare di tutto per proteggere il Castello. Nelle uscite pubbliche scortano il Vicario affinché possa transitare liberamente nelle affollate vie interne al Centro Storico.

Il loro costume è in panno verde militare, con sotto colore crema nelle maniche e nei pantaloni a sboffo; camicia e calze bianche; cappello verde militare piumato nei colori rosso, verde e giallo; “sandali” verde militare; sono forniti di picca e di collare.

In conclusione...

Per chiudere si può dire che ogni costume è stato realizzato in seguito a studi sull’epoca, sui modelli, sulle stoffe, sugli accessori e sulle rifiniture, senza tralasciare i minimi particolari, sono riproduzioni alla ricerca della più stretta somiglianza con quanto poteva esserci nel Rinascimento Scarperiese.

Consci che si può sempre migliorare, ma sicuri di aver fatto tanto, e, sicuramente con la convinzione di aver cercato di fare del nostro meglio con le risorse a disposizione, siamo fieri di dire che tutti i costumi e quindi il Corteo Storico di Scarperia ha visto sì la sua nascita nella lontana estate del 1992 ma è ancora in crescita.

 
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